Tecnologie all'avanguardia e tecniche tradizionali: la Magia dello Studio Laika

Lo scorso 9 Maggio, in occasione del Future Film Festival, ho avuto l’onore di presenziare alla manifestazione come inviata speciale di IMAGOblu. È stato un pomeriggio magico. Sono stata dapprima letteralmente conquistata dalla visione di Song of The Sea , per poi restare ipnotizzata per quasi tre ore durante la conferenza dello Studio Laika (vorrei poter dire di esserne stata rapita, nel senso di essermi infilata nella loro valigia assieme ai pupazzi per poi partire con loro alla volta degli studios…La tentazione è stata grande, ma sono ancora qui. Almeno per ora).


Scarpa, uno dei puppet di Boxtrolls in esposizione durante la conferenza.

Ma andiamo con ordine. Questa edizione 2015 del Festival Internazionale del Cinema di Animazione e delle Nuove Tecnologie ha visto come protagonista importante l’animazione in Stop Motion. Dapprima con un incontro con lo Studio Croma (un giovane studio di animazione di Bologna, grande promessa della Stop-Motion italiana), autori del video de “Lo Stato Sociale” e in concorso a Future Film Short 2015 con La valigia di Pierpaolo Paganelli e poi con la conferenza dello studio Laika, appunto. Strano, verrebbe da pensare: come si coniuga un’arte antica quanto il cinema stesso, ovvero l’animazione in stop motion, con la definizione “nuove tecnologie”? Ebbene, è qui che risiede la Magia.


“Abbracciamo pienamente la Tecnologia, assieme all’Arte, assieme all’Artigianato. È la fusione di queste che ci permette di fare ciò che facciamo” Travis Knight Laika’s President and CEO È con questa citazione che si apre l’incontro e il mio cuore fa una piroetta: si tratta non solo di qualcosa in cui io per prima credo ciecamente, ma soprattutto di qualcosa per cui ho una fascinazione incredibile. La tecnologia, l’innovazione e le possibilità che portano con sé, quando vengono fuse con la potenza immaginifica della Creatività e le tecniche dell’Artigianato mi lasciano sempre a bocca aperta e con il nodo in gola. Un bel problema quello del nodo in gola in effetti, perché se c’è una vista davanti alla quale faccio fatica a trattenere l’emozione (oltre ai video di leoni che abbracciano i padroni) sono i video dei making of e dei dietro le quinte dei film di animazione, in particolare di quelli di stop motion. Vi lascio immaginare in quale stato di grazia posso aver assistito alla conferenza, cercando di impormi di non saltare in piedi sulla sedia ad ogni singola proiezione. In rappresentanza dello Studio Laika c’è Georgina Hayns, protagonista del mondo dell'animazione e della Stop-Motion da circa vent'anni. La sua carriera è iniziata nel Regno Unito, dove ha collaborato con “Cosgrove", "Mackinnon&Saunders" e "Warner Bros”, alla realizzazione di serie di successo come "Bob, l'Aggiustatutto" e a film d'animazione e cortometraggi, come “Mars Attacks!” e “La sposa cadavere” (ebbene!). Racconta ad una platea rapita di come lei sia entrata allo Studio Laika, quando in pratica non c’erano ancora né uno studio fisico né una crew sufficiente alla realizzazione di un lungometraggio: un enorme capannone vuoto ed un gruppo di 20 persone alle prese con un’impresa epica e rivoluzionaria come Coraline (2009). Ci è voluto un po’ più di tempo del previsto.

Soprattutto per far fronte alle richieste del regista Henry Selick: come quella di dare alla protagonistandei capelli “realistici” in grado di muoversi (ricordo bene la mia faccia alla visione del trailer, alla scena in cui lei si affaccia per guardare sotto al letto e i suoi capelli ne seguono il movimento) e vari cambi di vestiario. Entrambe sfide colte e portate a termine in maniera egregia, facendone uno dei marchi di fabbrica dello studio. Non è semplice animare una chioma in cgi, figuriamoci animarla in stop motion, per non parlare degli abiti: abito diverso, puppet diverso. Eppure quella di segnare il trascorrere del tempo con i cambi d’abito dei personaggi si rivela un’idea molto più che vincente: lo spettatore può non rendersene conto consapevolmente ma a livello percettivo fa davvero la differenza. Questo, assieme ad una cura maniacale del dettaglio ed alla maestria necessaria a sferruzzare a mano maglioni e guanti minuscoli, crea quello che sarà il primo capolavoro dello Studio Laika. Altro elemento rivoluzionario introdotto da questo lungometraggio è l’utilizzo della stampante 3D per la realizzazione dei visi dei personaggi e la suddivisione dei visi stessi in due metà: una parte superiore per le espressioni degli occhi ed una inferiore per le espressioni della bocca ed il labiale. E si, la riga di suddivisione è stata rimossa digitalmente n postproduzione. E si, questo ha sollevato perplessità e questioni etiche in seno allo studio stesso, che fa dell’handmade la sua bandiera.

Ma fermiamoci un attimo a riflettere: Jack Skellington in Nightmare Before Christmas (1993) fu uno dei primi personaggi il cui viso fu animato in “replacement” (sostituzione, appunto), tutte le sue teste furono scolpite e dipinte a mano, una ad una, per un totale di circa 800 volti. Con Coraline, grazie alla stampante 3D ed alla suddivisione del volto in due parti, il numero è aumentato in maniera esponenziale. E quando il risultato è questo, è impossibile metterne in discussione la meraviglia assoluta e la natura artistica e artigianale:

…Mi par di sentire qualche sopracciglio sollevarsi scettico. Aspettate di sentire questa: I volti dei personaggi di ParaNorman (2012, il lungometraggio successivo a Coraline) sono stati realizzati con una stampante 3D a colori. Ebbene si, una stampante 3D “a polvere” in grado di costruire forme tridimensionali sovrapponendo strati di materiale ed imprimendovi contemporaneamente pigmenti colorati. A questo punto i miei occhi sono fuori dalle orbite per la meraviglia: SIAMO DENTRO LA FANTASCIENZA DA UN PEZZO E IO NON NE AVEVO IDEA. Le sopracciglia scettiche avranno il prurito a questo punto, trattenendosi a stento dall’obiettare: “Bhè, facile così!” E invece no. E invece è importante sapere che le nuove tecnologie non sono mai perfette. Succede che stampanti 3D a colori abbiano problemi con qualunque valore cromatico che vada al di fuori della scala dei verdi e dei blu, cosa che ha portato gli artisti dello Studio Laika alla necessità di creare una scala Pantone ad hoc per poter gestire i risultati di stampa. È importante sapere che i volti sono stati effettivamente dipinti ”piatti” in digitale, creando il file di immagine che poi la stampante avrebbe impresso sul volto scolpito. È importante sapere, soprattutto, che la decisione di aprirsi all’utilizzo di nuovi mezzi porta tanti vantaggi ma altrettante sfide. Ed è esattamente attraverso quelle sfide ed il modo in cui ci si ingegna per riuscire a vincerle che nasce la Magia.

Brad Schiff, Animation Supervisor e Georgina Hayns, Creative Supervisor of Puppet Fabrication, studiano il puppet di Neil. Credit: LAIKA, Inc.

È bello poi, sapere che uno dei dialoghi più importanti di Paranorman è in realtà affidato ad uno zombie, il cui volto è animato “all’antica”, ovvero meccanicamente, attraverso ingranaggi piccolissimi e chiavi di chitarra. Perché per aprirsi al nuovo in maniera efficace bisogna comunque conoscere a fondo e saper abbracciare la tradizione. E a proposito di tecniche tradizionali, Georgina Hayns, animata da quello che attraverso i suoi occhi si legge chiaramente come un grande amore e un’enorme passione per il suo lavoro, dà poi il via a un meraviglioso excursus sullo studio dei personaggi e sulla ricerca di reference per costumi e ambientazioni.

Particolare attenzione viene data alle ambientazioni vittoriane di Boxtrolls (2014), ispirate alle atmosfere dei romanzi di Dickens, piene di dettagli fino all’inverosimile ed all’ispirazione iconografica per lo stile di pittura dei volti dei personaggi: avete notato come le zone in ombra siano accentuate da vere e proprie pennellate di verde contrapposte a pennellate rossissime? Questo è dovuto al fatto che l’ispirazione estetica principale per i personaggi di Boxtrolls viene dalla pittura espressionista e da Egon Schiele.

Curt Enderle, Art Director assieme ad alcuni edifici di Cheesebridge. Photo by JOSE MANDOJANA Credit: Laika Inc

E i tessuti? Oh Mio Dio I TESSUTI. Il broccato degli abiti è stato realizzato con una sorta di mini plotter a laser in grado di incidere leggermente il velluto, imprimendovi il decoro realizzato in vettoriale dagli artisti e i pizzi son stati intrecciati da delle macchine in grado di riprodurre dei pattern da loro creati in una scala adatta ai puppets.

Qualche foto scattata ai puppet in mostra alla conferenza: nella terza immagine Georgina Hayns mostra il meccanismo realizzato per permettere alla gonna di roteare, nella scena del ballo in Boxtrolls.

La mia difficoltà nel vedere i pupazzi dal vero e resistere alla tentazione di toccarli, o meglio prenderli e portarmeli via ridendo e gridando come una pazza “NON MI AVRETE MAI” era inferiore soltanto alla difficoltà di resistere alla tentazione di buttarmi in ginocchio a piangere gridando “ADOTTATEMI, PORTATEMI VIA CON VOI”. È un mondo difficile. Ma è un mondo pieno di Magia. Come si potrebbe definire diversamente un mondo dove la sinergia di ingegneri, sarti, disegnatori, fotografi, informatici, animatori, pittori, scultori e burattinai è in grado di creare qualcosa dotato di una propria la vita? Quei personaggi respirano, emozionano e si muovono, davanti ai nostri occhi. È vero un incanto.

PS: il tema della conferenza era chiaramente la puppet animation, ma non dimentichiamo che lo studio Laika si distingue da sempre anche per l’originalità delle tematiche delle sue storie: laddove Coraline è un vero e proprio film dell’orrore per bambini, Paranorman e Boxtrolls affrontano in maniera delicata e per niente scontata tematiche sociali molto attuali. Non vi svelerò nulla, vi chiedo però di prestare attenzione al testo di questa canzone, e capirete :) Alessandra

Alessandra Fusi nasce a Roma nel 1984, dove frequenta l'Istituto Europeo Design, laureandosi in illustrazione e animazione multimediale nel 2006; da allora lavora come illustratrice di libri per bambini, giochi di puzzle e prodotti di cartoleria. Attualmente vive e lavora a Bologna, con Edoardo e Rino, gattone Rosso. Adora le fiabe, il tè, la musica, la danza, e i gatti. Naturalmente.

sito personale : www.alessandrafusi.com


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