Strani INKOntri: il panda minore

Ciao a tutti!

Eccoci alla seconda puntata di Strani INKOntri, la rubrica in cui vi presento un abitante del nostro pianeta unendo la descrizione biologica dell’animale al modo in cui diversi artisti lo hanno interpretato.

Oggi ho deciso di vincere facile proponendovi la palla di pelo più adorabile, fulva, vivace e allo stesso tempo pigra che possiate incontrare:

Illustrazione di Fabo Arts



Si esatto, proprio lui, il Panda Minore (Ailurus fulgens). Lo so, quando si guarda un panda minore si hanno con buona probabilità due reazioni consequenziali: la prima è l’immediata e irreversibile liquefazione del cuore...

O mio dio, il panda minore!. Che adorabile...

...cosino

...La seconda è il chiedersi cosa sia: una specie di orsetto, un panda, un procione, una volpe? Sembra che Madre Natura abbia appositamente scelto le caratterstiche più pucciose del regno animale e le abbia condensate in un'unica creatura in grado di ammansire una colata lavica.

Illustrazione di Therese Larsson

In realtà la questione sistematica ha dato non poche difficoltà agli zoologi nell'interpretare il ruolo di questa specie nell’albero filogenetico della vita. Se pensate che prima dell’avvento della genetica moderna gli studiosi classificavano le forme viventi essenzialmente su base morfologica, potete capire come il nostro amico abbia dato loro del bel filo da torcere poichè possiede diverse caratteristiche comuni a gruppi di animali molto distinti (orsi/procionidi/mustelidi). Quando fu descritto formalmente la prima volta da Frédéric Cuvier nel 1825, egli lo sistemò nella famiglia dei Procyonidae ma allo stesso tempo gli diede il nome Ailurus (dal greco “gatto”!). Poi fu inserito nella Famiglia degli Ursidae (orsi), in una sottofamiglia insieme ai panda giganti (sottofamiglia Ailuropidinae). Infine, grazie all’aiuto della genetica gli venne dedicata una famiglia tutta sua (Ailuridae) di cui è l’unico rappresentante, con due sottospecie (A.f.fulgens e A.f.styani). Ma i parenti a lui più prossimi sono procioni, moffette o faine e, abbastanza alla lontana, anche panda giganti e orsi. Questa specie è endemica della catena Himalayana (ovvero si può trovare solo lì), approssimativamente presente dalle pendici montuose del Nepal alle zone montuose orientali della Cina, e frequenta altitudini tra i 2.200 e i 4.800 m.

Illustrazione di Sumi


E’ un animaletto solitario e tendenzialmente pigro. Dorme sui rami con gli arti a penzoloni quando fa caldo, oppure arrotolandosi la coda intorno al corpo quando è più freddo. Come moltissimi altri mammiferi, preferisce le ore crepuscolari/notturne per la sua attività.

Se messo alle strette riesce ad alzarsi sulle zampe posteriori per sembrare più grande e minaccioso riuscendo a rimanerci per molti secondi, sfoderando i suoi artigli.

Quando il panda minore si alza sulle due zampe posteriori sta facendo sul serio

illustrazione di Adam Burnier


E’ molto legato alle foreste di bamboo, che mangia con avidità e in grande quantità (non digerendo bene la cellulosa). Comunque non disdegna all’occorrenza funghi, radici, insetti o piccoli vertebrati. È un ottimo scalatore, grazie anche alla sua folta coda ad anelli che gli conferisce un ottimo bilanciamento e una buona copertura mimetica (ricordatevi che praticamente quasi tutti i mammiferi hanno scarse capacità di distinguere i colori, quindi non importa molto che lui sia rosso fuoco e la foresta sia verde: l’importante, per evitare predatori terrestri come il leopardo delle nevi o le faine, è che la figura sia spezzata).

Possiede un “pollice aggiuntivo” molto simile a quello che i panda usano per tenere la canna di bamboo mentre mangiano. Ma in realtà NON è un pollice...Non è neanche un vero dito articolato, è una modificazione di un osso della zampa (il sesamoide radiale), che è diventato sporgente. La cosa intrigante è che sebbene questo falso dito lo abbiano anche i panda giganti, l’evoluzione di questa struttura è avvenuta in maniera indipendente nelle due specie (convergenza evolutiva)! Infatti i panda giganti lo hanno evoluto probabilmente proprio per manipolare il bamboo, essendo animali grossi e pesanti, mentre i panda minori avrebbero ereditato il “dito” da un progenitore che, secondo le ultime scoperte paleontologiche, lo usava prima di tutto per cacciare sugli alberi. Poi anche i panda minori, vivendo in zone ricche di bamboo, hanno “riciclato” (il termine tecnico sarebbe co-optazione) la struttura anche per agganciare il bamboo.

Illustrazione di Kenneth N. Lilly

Purtroppo il nostro amico non se la passa benissimo. Dallo IUCN (l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) è considerato Vulnerabile, con circa 10.000 esemplari in natura e un trend in decrescita. In Cina è molto ricercata la sua pelliccia, anche per motivi superstiziosi ed è quindi soggetto a bracconaggio. Inoltre essendo piuttosto selettivo nella dieta, la deforestazione sta frammentando il suo habitat e di conseguenza le popolazioni si spezzano aumentando il rischio deleterio di consanguineità.

Insomma deve lottare per sopravvivere il nostro eroe!

Illustrazione di Sandra Dieckmann


Un paio di curiosità: lo sapevate che il browser Mozilla Firefox prende proprio il nome da uno dei nomi cinesi con cui è chiamato il panda minore? Il suo nome in lingua cinese è hǔo hú (火狐), che significa appunto volpe di fuoco (sebbene il famoso logo assomigli di fatto molto di più ad una volpe). Inoltre nei film di animazione Kung Fu Panda (1 e 2) il Maestro Shifu è proprio un panda minore (anche se molti lo scambiano per un lemure o un procione)!

Illustrazione di Nicolas Marlet


Anche per oggi è tutto, spero di avervi detto cose che non sapevate, mostrato illustrazioni nuove e ispirato per altre storie.

Alla prossima!

Edoardo

Edoardo Velli nasce a Cesena nel 1984.

Naturalista di formazione, è da sempre appassionato d'arte e illustrazione e fin da bambino non ha mai smesso di dilettarsi nel disegno fino a fondere le due passioni. Oggi è dottore di ricerca in genetica ed ecologia animale e quando smette di studiare l'animale in carne ed ossa non vede l'ora di immortalarlo sul foglio con la matita. sito personale:

http://edoardovelli.carbonmade.com/

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