Calligrafia Zen, tiro con l'Arco giapponese e profondo amore per la Natura: l'Arte di Karl M

Ci siamo imbattuti ieri in un video che racconta il lavoro di un Artista straordinario, che ci ha lasciati incantati, affascinati e totalmente ammaliati da tanta maestria. Abbiamo deciso di condividerlo con voi:

Karl Mårtens è un artista di origine statunitense, cresciuto in Svezia, che coniuga la sua passione e la sua profonda conoscenza della Natura, con l'Arte Zen della calligrafia e del tiro con l'Arco giapponesi, dando vita a quelli che risultano essere dei meravigliosi acquerelli naturalistici.

Attraverso poche, giustapposte pennellate, Karl Mårtens riesce ad evocare immagini che attinge dalla sua profonda conoscenza della fauna. Successivamente si dedica ad un trattamento molto più definito dei dettagli di occhi e becco, in modo tale da sottolineare i tratti distintivi del soggetto e al contempo rendere un effetto di contrasto veramente d'effetto.

"Utilizzo pennelli cinesi e giapponesi, acquerello e molta acqua, di modo che il colore coli e gocciando finisca in aree che non avevo previsto. Tutto questo al fine di sfidare il mio bisogno di mantenere il controllo. Lasciare andare e vedere cosa accade."

È meraviglioso vedere come attraverso un profondo e prolungato studio, l'Artista riesca ad attingere dal suo bagaglio di conoscenza per trasporre su carta quella che è l'essenza di una figura, il suo carattere ed il movimento. Ma lasciamo direttamente a lui la parola, con questo testo che abbiamo tradotto per voi direttamente dal suo sito:

Shih T’ao (1642-1727, pittore cinese della dinastia Qing) sosteneva che un’artista necessita di confidare profondamente nelle proprie capacità. L’essere ricettivo e sensibile alle sensazioni ed alle impressioni risulta più importante della conoscenza. In altre parole, l’artista necessita di essere in contatto con il proprio lato intuitivo.

"Nel tiro con l'Arco si tratta di trarre più energia possibile dal minor sforzo possibile. È lo stesso con la pittura: qual è il numero minimo di pennellate che posso dare per far si che il soggetto appaia come un uccello?"

In pittura e calligrafia il primo tratto è il più importante. Esso nasce dal nulla e manifesta qualcosa. E’ ciò che Shih T’ao definiva “Pennellata Olistica”. Essa crea qualcosa dove prima non c’era nulla. Superbamente, essa non contiene pensieri pianificati. Essa emana dal vuoto.

"La mia conoscenza proviene da anni ed anni di studio degli uccelli, attraverso cui ho allenato la mia mente e la mia memoria per poterli visualizzare"

Il mio sforzo è di applicare questo concetto alla mia pittura, così come nella pratica dello Sho do (la calligrafia tradizionale giapponese) o la Calligrafia Zen (pittura calligrafica non figurativa, ma emotiva). Il miglior risultato viene raggiunto quando nessun pensiero razionale viene dedicato all’atto – quando, cioè,

la mente riposa e l’intuizione prende il sopravvento: Mu shin. Un altro aspetto importante è quello di cercare di accettare ciò che è il risultato dell’atto, senza tentare di aggiustarlo.

La vera Pennellata Olistica descrive anche l’approccio del “metodo senza metodo”. Una via per raggiungere l’obiettivo senza la razionale intenzione di farlo. Il fare attraverso il non-fare, che, nella Calligrafia Zen, è l’aspetto principale. Si può affermare che ciò valga anche per il Kyudo (l’arte del tiro con arco giapponese). Nel Kyudo non si pensa a colpire il bersaglio. Ciò è estremamente difficile, ma è l’unico modo per colpire appropriatamente. Praticare il Kyudo è quindi per me un’attività complementare alla pittura ed alla calligrafia. Mi aiuta a sviluppare coscienza del corpo, della mente, dell’arco e del pennello. Mi aiuta anche ad ignorare l’obiettivo e concentrarmi sull’atto della pennellata in sé lasciando che il mio intuito guidi il tratto. Le poche volte che sono veramente riuscito a perseguire questo fine, il risultato mi ha sempre sorpreso.

Così come l’incontro tra l’inchiostro calligrafico e la carta porta a risultati inattesi, così accade per l’acquerello e questa grossolana carta fatta a mano. Specialmente quando vengono usati pennelli calligrafici. Ogni foglio reagisce in maniera diversa al medium. A volte la carta assorbe immediatamente, altre volte non assorbe per nulla. Un pennello più semplice può rivelarsi meno preciso di uno fine e viceversa. Questa imprevedibilità ed incertezza è ciò che mi ispira. Cosa succederà questa volta? Per dare vitalità ad una certa area del dipinto, a volte uso del sale sulla carta, che crea pattern inattesi nell’asciugatura il colore. Tutto ciò è compiuto da parte mia con il fine di confrontarmi con l’imprevedibile.

Trovate altri incantevoli lavori di questo artista nella sua gallery.

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