Strani INKOntri: il bradipo

Ciao a tutti e bentornati a una nuova puntata di "strani INKOntri", la rubrica nella quale biologia e arte si incontrano per farvi scoprire ogni mese un animale diverso!


Oggi vi presento una bestiola che ha vinto numerosi premi e riconoscimenti tra i quali il premio "giardinaggio su pelo", il famoso contest "dormire appesi" e il trofeo "tutto lento". Il tutto senza mai allontanarsi dal proprio ramo! Siamo di fronte (ma più probabilmente sotto) il bradipo!

Illustrazione di Nathaniel Ober

I bradipi sono animali estremamente particolari e si dividono principalmente in due categorie: i bradipi tridattili (famiglia Bradypodidae, genere Bradypus, con quattro specie esistenti) e i bradipi didattili (famiglia Megalonychidae, genere Choloepus con 2 specie esistenti). Le due famiglie, apparentemente molto simili, hanno probabilmente origini lontane (con un ancestore comune risalente a circa 35-40 milioni di anni fa) poi evolutivamente converse. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono parenti delle scimmie, ma sono molto più affini a formichieri o armadilli (ordine degli xenartr o sdentati). Vivono entrambi in Sud America, anche se a dire il vero queste due famiglie non vanno molto d'accordo e tendono ad escludersi mutualmente, essendo i bradipi didattili apparentemente un po' più aggressivi e veloci (cioè meno lenti).

Illustrazione di Dave Mottram

Come tutti saprete questi animali non brillano per sportività. Vivono prevalentemente appesi ai rami degli alberi, per lo più del genere Cecropia, molto diffuso nel loro habitat. Il loro movimento è lento al limite del sopportabile per chi lo guarda: 2 metri al minuto, 4 quando si sentono particolarmente gasati o se devono scappare (si fa per dire eh) da qualche pericolo. Le ragioni di questa prigrizia risiedono in un metabolismo paragonabile alla mobilità del Grande Raccordo Anulare dell'ora di punta. Posseggono un quarto della muscolatura rispetto ad animali della loro stazza e passano in cattività dalle 15 alle 18 ore dormendo (in natura sembrano diminuire fino a 10). In ogni caso questa abitudine non sembra essere un problema, poichè questa loro lentezza li rende molto poco visibili ai loro predatori, prevalentemente giaguari o aquile arpie. Gli unici momenti di vero pericolo sono quelli in cui devono andare in bagno: ciò accade circa una volta alla settimana. Infatti i bradipi scendono dagli alberi per defecare e in genere si recano sempre al medesimo posto per farlo. Questo comportamento, piuttosto insolito, ha diverse spiegazioni plausibili, la prima delle quali è quella di evitare di attirare l'attenzione facendo cadere le deiezioni dagli alberi (spesso scendono durante condizioni metereologiche avverse). Un'altra ragione è quella di tipo riproduttivo: i bradipi sono animali abbastanza solitari e la loro lentezza non rende facilissimo trovare un partner per la riproduzione, sebbene le femmine siano ricettive per gran parte dell'anno. Avere delle "piazze" di ritrovo risulta quindi un buon momento per espletare questa faticosa, stancante e impegnativa attività, in genere tra marzo e aprile. Un'altra possibile ragione risiede nel fatto che alcune farfalline che vivono come simbionti nel loro pelo (che vedremo essere un vero e proprio ecosistema) necessitano di depositare le uova nelle feci.

Illustrazione di Laura George

I bradipi tendono a rimanere quanto più a lungo possibile sul medesimo albero. In genere i maschi

rimangono tutta la vita su un albero mentre le femmine, dopo aver dato vita ad un piccolo ed averlo svezzato (dopo circa 6 mesi), gli lasciano in eredità l'albero spostandosi su un altro (verosimilmente poco lontano). La postura perennemente appesa, garantita dai robusti artigli, fa si che il loro pelo cresca al contrario, ovvero in direzione del capo (normalmente nei mammiferi il pelo, per gravità, cresce verso il basso). Mangiano prevalentemente foglie, frutti, bacche o semi, ma in alcuni casi, nel bradipo didattilo, possono anche cibarsi di insetti o piccoli vertebrati (quando riescono a prenderli).

Illustrazione di Chris Goodwin

Sono mammiferi insoliti, infatti il loro lento metabolismo li rende non completamente capaci di autoregolare la loro temperatura corporea, rendendoli in parte eterotermi. Questo li obbliga a rimanere in ambienti tendenzialmente caldi (sui 22° C) e umidi. Nonostante ciò la loro temperatura corporea è piuttosto bassa, tra i 30 e i 34° C. Questo, unito alla loro immobilità, fa si che sulla loro pelliccia cresca una ricca comunità algale simbiontica che offre al nostro eroe un buon mimetismo e alcuni nutrienti. Inoltre questo microcosmo risulta un ottimo habitat per diversi insetti, non parassiti, che possono invece proteggerlo da altri parassiti...Insomma il Bradipo è un ecosistema se(mi)-movente.

Illustrazione di Audrey Kawasaki

Se non ci risulta difficile immaginare come questi animali non camminino molto bene sulla terraferma (infatti tendono letteralmente a trascinarsi sul terreno), risulta sorprendente come invece siano dei discreti nuotatori. Questa qualità potrebbe risultare un'eredità evolutiva dei loro antenati, alcuni dei quali (ad esempio i Megalonychidae) raggiunsero addiritture le Antille. I bradipi vantano infatti ancestori del tutto rispettabili, che raggiunsero dimensioni ragguardevoli, come il famoso bradipo gigante terricolo Megatherium americano, che raggiunse i 6 metri di lunghezza per 3-4 tonnellate.

Illustrazione di Friederich Specth

Alcune specie di bradipi non se la passano molto bene, in particolare il Bradypus pigmaeus (gravemente minacciato, fonte IUCN) o il Bradypus Torquatus (Vulnerabile, fonte IUCN) per lo più a causa di distruzione dell'habitat, con conseguente frammentazione della popolazione e impoverimento genetico. Anche le linee elettriche aeree rappresentano un rischio per loro.

Chiudiamo chiaramente con il bradipo terricolo più famoso del mondo, che di fatto ha dato fama a questo strano e meraviglioso animale: Sid de l'Era Glaciale. Con ogni probabilità apparteneva alla specie dei Megatherium!

Illustrazione di Peter de Séve

Anche per oggi abbiamo finito! spero che il viaggetto vi sia piaciuto. A presto!

Edoardo Velli nasce a Cesena nel 1984.

Naturalista di formazione, è da sempre appassionato d'arte e illustrazione e fin da bambino non ha mai smesso di dilettarsi nel disegno fino a fondere le due passioni. Oggi è dottore di ricerca in genetica ed ecologia animale e quando smette di studiare l'animale in carne ed ossa non vede l'ora di immortalarlo sul foglio con la matita. sito personale:

http://edoardovelli.carbonmade.com/

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