Artista del mese: Noemi Gambini

Ciao a tutti e benvenuti ad un altro appuntamento con le interviste ai nostri Artisti del mese, questa volta facciamo un salto nel magico mondo di Noemi Gambini, tra foreste incantate, atmosfere sospese e musiche che parlano di mondi lontani.

Il calendario desktop di Agosto, che potete trovare e scaricare da questa pagina, assieme a tutti gli altri mesi.

  • Ciao Noemi e benvenuta nella nostra rubrica INKOntri ravvicinati-Artista del mese! Innanzi tutto complimenti per i tuoi lavori, la tua immagine per il desktop calendar di Agosto è veramente magica! Ma veniamo subito a te: al mestiere dell’illustratore si può arrivare percorrendo diverse strade, qual è stata la tua? Cosa ti ha spinto verso questa professione e quale percorso formativo hai intrapreso?


Ciao e grazie mille , sono felicissima di questa opportunità!

Fin da piccolissima sapevo di voler disegnare per lavoro, ma non sapevo ci fosse un lavoro in cui si disegnano immagini per libri e storie meravigliose. Disegnavo in ogni spazio di tempo libero, facendo infinite cornicette in fondo ai quaderni a scuola o copiando i fermo immagine dei film Disney, cercando di rifarli a memoria. Ero dannatamente ostinata nel fare e rifare a memoria molti disegni. Scoprii che cos’era l’illustrazione durante l’adolescenza. Ho frequentato l’Istituto Statale D’Arte di Urbino, Scuola del libro, sezione cinema d’animazione. Studiavamo e disegnavamo animazioni realizzate con metodi tradizionali, ma la mia materia preferita era progettazione, in cui studiavamo il ritmo delle immagini, realizzavamo storyboard e illustrazioni. Da quel momento non mi sono più fermata e finita la scuola ho passato un anno a studiare con Giacinto Gaudenzi, un illustratore e fumettista di grande livello. È stato molto severo con me, ma con lui ho praticamente imparato tutto quello che so, mi ha tartassata per un anno con tecniche tradizionali, disegno dal vero, esercizi di precisione e mi ha forgiata davvero tantissimo. Un anno a contatto con un grande disegnatore lascia il segno. Anche se, devo dire la verità, credo di aver alzato la posta frequentando un corso con AnnaLaura Cantone, perché mi ha sciolta tantissimo, mi ha insegnato la libertà di espressione, mi ha fatto capire che non importa se sbagli (anzi a volte è anche meglio!), una volta che hai delle solide basi puoi fare tutto quello che desideri e puoi esprimenti al meglio delle tue possibilità e anche di più!


Dopo Annalaura ho frequentato un corso sul colore con Eva Montanari, poi per 8 mesi un corso di illustrazione e tecniche pop up con Emanuela Orciari, un corso fantastico con Barbara Canepa che mi ha aperto gli occhi sul colore digitale, un corso con Enrique Fernandez, che è uno dei miei miti assoluti e uno con Daniela Volpari, che mi ha fatto innamorare delle tempere!


Nel frattempo ho iniziato a osservare tantissimo e assorbire un sacco da quello che vedevo.


Su quanto ho imparato da tutti loro ci vorrebbe un intero libro...Mi sto dilungando, lo so...


  • Quanto tempo hai investito per trovare lo stile personale che ti appartiene? Cosa ha contribuito maggiormente a plasmarlo?


Credo di aver trovato solo negli ultimi due anni una stabilità stilistica. Sto iniziando ora a capire me stessa dopo anni di studi tosti a testa bassa. Quindi credo di averci messo circa 28 anni :D


Da piccola non avevo libri illustrati in casa, per cui la mia passione per il disegno è partita da sola, non so bene come, ero molto piccola e mi raccontano che riempivo quaderni interi di pallini e disegnini.


Quando ho raggiunto i 13-14 anni ho iniziato a leggere manga, ad appassionarmi al Giappone e in generale a molte culture antiche. Avevo un tomo di enciclopedia sulle tribù che credo di aver consumato. So che i puristi dell’illustrazione hanno un pregiudizio infernale verso i manga, ma forse è la cosa che maggiormente mi ha influenzata nella mia crescita artistica. Oltre a questo ho sempre passato molto tempo all’aria aperta, con molti animali e mi rendo conto ora piano piano quanto anche questo sia stato un fattore importantissimo nella realizzazione di molte delle creature che disegno.




  • Qual è in genere la palette che preferisci usare (toni freddi, caldi, forti o delicati) e con quale tecnica riesci a rendere al meglio ciò che vuoi illustrare?


Sono passata dall’acrilico all’acquerello, dal collage ai pastelli a cera, ma l’anno scorso durante il tradizionale mese dedicato all’inchiosto con l’evento “inktober”, ho scoperto di amare la china nera. Ho iniziato a giocarci e a mescolarla ai colori a tempera dopo il corso con Daniela (mitica!) Volpari.


Per ora la tempera è la tecnica che mi fa esprimere al meglio, è delicata ma posso spezzarla con un po’ di china nera per rendere le atmosfere e creare un punto di interesse, o posso realizzare dettagli e macchie interessanti diluendola con l’acqua.


In generale amo i toni dei rosa, dei blu, dei verdi e il giallo senape. Mi sono accorta di usare spessissimo questa palette anche senza accorgermene! È ormai automatica ed è difficile obbligarsi a non usare i colori che si amano. In questo mi viene in aiuto Pinterest (che qualcuno benedica il suo creatore!) che mi ispira tantissimo con le palette che trovo.


  • Oltre che illustratrice se anche una affermata allevatrice di favolosi alpaca! Pensi che le due attività che porti avanti si influenzino a vicenda? Se si sotto quale aspetto?


Oh mamma, credo che le cose siano legatissime! Allevare prima di tutto ha rafforzato la mia costanza nel fare le cose, perché gli animali hanno bisogno di cure costanti, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno, senza Natale, Capodanno, le domeniche con gli amici, il ferragosto e le lasagne della nonna…Bhè forse le lasagne le ho mangiate lo stessoXD


Questo mi è servito tanto nei lavori che ho fatto e l’abitudine al lavoro giornaliero mi ha aiutata nei momenti di consegna a stringere i denti e a lavorare ancora più duro ;P


Poi credo che la struttura fisica dei miei alpaca mi abbia aiutata a “vedere” con maggiore cura le anatomie degli animali, adoro disegnare gli animali! Il modo in cui gli alpaca si muovono, il loro aspetto (con e senza lana addosso) influenza molto ciò che disegno. Per disegnare i cervi per esempio parto sempre dalle immagini che il mio cervello ha immagazzinato vedendo continuamente gli alpaca. Gli alpaca sono camelidi ma vagamente possono ricordare dei cerbiatti, con quei lunghi colli affusolati e gli occhioni.


Inoltre credo che questa pet-therapy quotidiana sia la manna per me, perché a volte fare l’illustratore, o anche provarci, è dannatamente dura!


  • Quale/i artista/i o correnti artistiche ti ispirano maggiormente? Perché?

Le cose che mi influenzano di più sono le cose che vivo e che respiro giornalmente. Può ispirarmi profondamente un’illustrazione dei Moomin, una puntata di Pippi Calzelunghe, una palette su Pinterest, un disegno di un demone giapponese, una foto o un film.


Per esempio mi hanno forgiata a vita e mi influenzano ancora oggi i film visti durante la mia infanzia, come Jumanji, Jurassic Park, i Goonies, Fantaghirò, La Storia Infinita, Il Signore degli Anelli, Harry Potter (non proprio infanzia, ma vabbè). È proprio vero che più si invecchia e più si torna alle origini!


Anche alcuni videogiochi hanno avuto un impatto sul mio gusto e sensibilità, come Final fantasy 9, Tomb Rider e Tombi. Raccontavano una storia avvincente con immagini mozzafiato per l’epoca, per cui ne ero rapita.


Ci sono molti illustratori moderni che ammiro tantissimo, come Amelie Flechais, Sam Bosma, Victor Nagai, Adrian Bloch, Isabella Mazzanti, Lorena Alvarez, Clèment Lefevre e molti altri. La cosa che credo accomuni tutti questi artisti è l’ispirazione che traggono da una certa sottocultura giapponese, la stessa che anima me quando lavoro, per cui anche Artisti come Moebius e Miyazaki sono, oltre che una passione, anche una grande fonte di ispirazione, uno spunto di studio e di approfondimento di quella sottocultura. Alla fine poi finisco spesso per cercare reference di culture lontane per le mie illustrazioni e mescolo tutto questo in un grande calderone.


Anche molti illustratori “nordici” hanno un ruolo non da poco nei miei lavori, sia che siano del passato che dei giorni nostri.





  • Se avessi a disposizione un teletrasporto con due gettoni a disposizione (è un teletrasporto a gettoni...I mezzi sono quelli che sono), dimmi: in quale città vorresti andare e quale territorio selvaggio vorresti visitare? Cosa porteresti con te per dipingere?


Aaaaah scegliere solo due luoghi sarebbe un incubo!

Opterei per una terra d'Oriente, come il Tibet, con quei paesaggi aspri e duri.

Come città sceglierei una qualsiasi cittadina in Scozia, sono tutte meravigliose!


Porterei qualche tubetto di tempera, un pennellino, un pennino, china color terra di Siena e uno sketchbook con delle pagine belle spesse e gialline *__*


  • E adesso l’ultima domanda: dicci una qualità che nel grande bagaglio culturale dell’illustratore non dovrebbe mai mancare.


Coraggio. Ce ne vuole parecchio per mettersi ogni giorno alla prova, mostrare i propri lavori esponendosi e condividendo una parte di se stessi con il mondo.


  • Grazie infinite per la tua disponibilità e ancora mille complimenti! Un saluto da IMAGOblu!


Grazie mille a voi di IMAGOblu per la vostra gentilezza!

Un saluto di cuore a tutti!


Noemi vive in una bella fattoria italiana con il suo Bulldog inglese Carlos, due furetti , un gregge di alpaca , tre capre e un sacco di strane creature. È cresciuta nella campagna italiana, ama gli animali e creare storie per le sue tre sorelle. Selezionata per Tapirulan e per la mostra DACS a New York nel 2011, ha collaborato con alcune riviste indipendenti italiane e con la rivista Mondadori Amemì. Noemi ama illustrazione e fumetto, le piace disegnare personaggi dolci e carini, a volte con delle acconciature morbidose e divertenti, ma il suo amore più profondo è per gli alpaca. Behance - Facebook - Blog

#inkontriravvicinati #artistadelmese #noemigambini #intervista

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