Strani INKOntri: la manta

Ciao a tutti e benvenuti ad un'altra puntata di Strani INKOntri la rubrica di IMAGOblog che vi conduce a metà strada tra un museo di storia naturale ed una galleria d'arte divulgando un po' della biologia di un animale ogni volta diverso alternandola con illustrazioni di diversi artisti che lo hanno raffigurato!


Oggi vi voglio parlare di un animale estremamete affascinante quanto misterioso, che fino a meno di un secolo fa ispirava reverenziale paura e che oggi invece richiama moltissimi turisti a farsi una nuotata in sua presenza: la manta gigante!


Illuatrazione di Viktoria Lederbauer

La manta gigante (Genere Manta) è un pesce cartilagineo (Elasmobranchi) parente degli squali e delle razze e conta solo due specie riconosciute: la Manta birostris e la Manta alfredi.


Personalmente a me hanno sempre ricordato alcuni aeroplani sperimentali della Luftwaffe della seconda guerra mondiale (come l' Horten 229), ma sono consapevole che il paragone non sia del tutto azzeccato.


Sono animali dal corpo appiattito forniti di due enormi pinne pettorali triangolari simili ad ali che gli conferiscono una larghezza circa due volte superiore alla sua lunghezza. Nella M. birostris la larghezza può arrivare a 7 metri mentre nella M. alfredi a 5,5 metri, la qual cosa fa sì che li si annoveri tra i pesci più grandi esistenti!


Hanno una grande bocca frontale (non ventrale come le razze ad esempio) fiancheggiata da due pinne cefaliche simili a corna flessibili dietro le quali compaiono gli occhi tondi e scuri.

Ventralmente si aprono le fessure branchiali adibite anche a filtrare il plancton di cui si nutrono.

Le due specie si distinguono per diverse colorazioni, forma e posizione di macchie, forma della dentatura boccale e dermale (come gli squali, presentano una pelle formata da minuscoli dentini). Presentano però entrambe una tipica colorazione mimetica "pelagica": scure sopra e chiare sotto come gli squali (...Ma anche come gli aerei della seconda guerra mondiale), appunto per confondere prede o predatori. La pelle è ricoperta da un muco disinfettante che la protegge da infezioni e batteri e non andrebbe quindi accarezzata, onde evitare di rimuoverlo.


Illustrazione di Karen Whitworth

Essendo animali poco conosciuti, fino a non molto tempo fa erano temuti per via delle loro dimensioni e dell'aspetto non propriamente rassicurante. Si credeva che potessero avvolgere le proprie prede con le loro grandi pinne e trascinarle sul fondo o aggrapparsi alle ancore e affondare le barche.

Inoltre, presentando una lunga e sottile coda si credeva fosservo velenose, come molte razze.

Ma intorno agli anni settanta del novecento, con la grande diffusione della pratica subacquea si è visto che sono in realtà animali gentili, mansueti e intelligenti (hanno il rapporto massa cerebrale/massa corporea tra i più elevati tra le creature marine), che si nutrono di plancton e che non presentano aculei velenosi.


Illustrazione di Piper Thibodeau

Vivono nella fascia equatoriale/tropicale di quasi tutti gli oceani e mentre la M. alfredi risulta più stanziale vicino alle barriere coralline e la piattaforma continentale, la M. birostris può effettuare migrazioni al largo in gruppi che possono arrivare anche a 50 individui (immaginate la bellezza di vederle nuotare).

Sebbene rimangano prevalentemente a bassa profondità, non disdegnano talvolta immersioni fino a 400 metri (mentre un loro parente, la Mobula terapacana, arriva fino ai 2000) e sono provvisti di un complesso sistema di vene (la rete mirabile) che le aiuta a limitare l'abbassamento di temperatura del sangue conseguente all'immersione.

Possono spiccare dei salti assolutamente ragguardevoli ed acrobatici.

Non è chiaro il perchè lo facciano, ma tra le ipotesi ci son motivi comunicativi o igienici (togliersi i parassiti). Spesso alcune di loro si recano, diciamo, nei centri estetici oceanici per eccellenza: le barriere coralline.

Qui rimangono per alcuni minuti vicino alle strutture coralline aspettando che la attivissima comunità di piccole creature che la abitano ripulisca il loro ventre da parassiti e sporcizia.


Illustrazione di William Depaula

Non si conosce molto bene la loro aspettativa di vita in natura, ma si pensa che possano raggiungere i 20-25 anni o forse anche i 50. Sono ovovivipari e in genere si riproducono una volta ogni due anni partorendo un piccolo dall'uovo che si schiude all'interno della madre (la quale matura sessualmente a circa 8-10 anni) ed esce poi bello e pronto per una vita indipendente.


Illustrazione dall'Enciclopedia Britannica

Dallo IUCN sono considerti Vulnerabili e minacciati principalmente dal sovrasfruttamento della pesca e, in estremo oriente, dal mercato delle sue pinne usate nella medicina tradizionale Cinese. Essendo animali manuesti e abbastanza fiduciosi, si lasciano avvicinare dall'uomo e questo ha prodotto un certo turismo nelle aree in cui è solita abitare (sorpattutto la M. alfredi che è più stanziale).

Questa situazione produce due effetti che vanno bilanciati: da un lato gli introiti possono essere ingenti e finanziare progetti di conservazione, nonchè sensibilizzare l'opinione pubblica verso la salvaguardia di tali animali. Dall'altra occorre prestare attenzione che la pressione turistica non danneggi le popolazioni stesse, ad esempio spingendole ad abbandonare i siti riproduttivi e discregandole.


Illustrazione di Catherine G McElroy

Abbiamo concluso così anche questa puntata! spero che vi abbia stimolato e incuriosito. Alla prossima...E visto che siamo a Settembre, Buona Scuola da Mr Ray (anche se in realtà è una razza)!

© Disney/Pixar Finding Nemo

Edoardo



Edoardo Velli nasce a Cesena nel 1984.

Naturalista di formazione, è da sempre appassionato d'arte e illustrazione e fin da bambino non ha mai smesso di dilettarsi nel disegno fino a fondere le due passioni. Oggi è dottore di ricerca in genetica ed ecologia animale e quando smette di studiare l'animale in carne ed ossa non vede l'ora di immortalarlo sul foglio con la matita. sito personale:

http://edoardovelli.carbonmade.com/

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