Inkontri ravvicinati: Clyo Parecchini

Oggi diamo il benvenuto a Clyo Parecchini, autrice della delicata illustrazione autunnale del nostro Desktop per il mese di Ottobre.

Il calendario desktop di Ottobre illustrato da Clyo, che potete trovare e scaricare da questa pagina, assieme a tutti gli altri mesi.


  • Ciao Clyo, benvenuta ad Incontri ravvicinati! Raccontaci un po’ di te, sei un’artista italiana che vive a Londra, cosa ti ha portato all’ombra del Big Ben, come vivi la tua professione nella capitale e quanto l’aria inglese ha influenzato il tuo lavoro?

Ciao Ia tutti, grazie per avermi concesso questo spazio!

In verità sono arrivata a Londra seguendo mio marito: entrambi avevamo voglia di cambiamento da quello che erano le nostre esperienze lavorative in Italia, lui ha trovato lavoro qui e io l’ho seguito.

Prima di trasferirmi non ero mai stata in UK e non avevo mai vissuto all’estero, inoltre il mio livello di inglese era praticamente raso terra. È stato un salto nel vuoto per nulla facile all’inizio e ancora adesso, dopo quasi 3 anni, fatico a trovare una direzione o una certa familiarità con Londra. Personalmente non credo di essere fatta per questa città, per uno stile di vita così alienante e individualista, ma non posso negare che le opportunità e gli stimoli culturali siano tantissimi. Adoro i musei e le esibizioni artistiche, non so quanto le tendenze attuali londinesi mi abbiano influenzato, ma di sicuro sono entrata a contatto con un modello estetico/culturale un po’ diverso da quello a cui ero abituata e collaborando con alcuni musei sto imparando moltissime cose nuove.


  • A proposito della vita londinese: parlaci del tuo progetto “Urban Wildlife”, in cui ritrai appunto i londinesi con fattezze animali, come è nata la prima di questa serie di immagini, da cosa è scaturita la tua idea?

Mi piace molto osservare la gente attorno a me e qui a Londra si possono incontrare persone di tutti i tipi, c’è una vera e propria fauna umana in cui l’individualità viene sfoggiata quanto l’appartenenza a qualche gruppo culturale tramite abbigliamento, pose e atteggiamenti. Però c’è anche una certa convenzione sociale per cui il contatto visivo tra sconosciuti, specie sui mezzi pubblici, è taboo, figuriamoci i ritratti.

Il mio progetto “Urban Wildlife” nasce quasi per caso proprio per questioni di privacy. Volevo pubblicare sul mio blog delle foto scattate in giro per Londra in alcune delle quali comparivano degli sconosciuti, per cui ho deciso di nascondere i volti con delle facce di animali disegnate in digitale.

La prima foto ritoccata la feci molto di fretta e grossolanamente perché volevo pubblicare il post, poi, trovandolo un esperimento divertente, ho continuato a raccogliere scatti di sconosciuti per poter abbinare ad ognuno un animale differente. Mi piacerebbe chiedere il permesso alle persone che ritraggo, ma non essendo una fotografa professionista, temo che le pose possano perdere la naturalezza degli scatti casuali.


  • Il tuo blog si intitola “La Vita Puzza” (noi sinceramente lo troviamo un nome fantastico), raccontaci un po’ delle origini e delle motivazioni di questo titolo.


Alcune persone lo trovano un titolo negativo e mi chiedono “Perché puzza? La vita è bella!”, io sono d’accordo: la vita è bella proprio perché è intrisa di odori, sensazioni, esperienze, a volte piacevoli, a volte no, ma che ti rimangono comunque addosso. Mi piacciono l’ironia e i significati non troppo espliciti, se non ci si ferma al titolo e si legge un po’ di più penso lo si percepisca.

Attualmente però il mio blog è in stallo, mi sono presa una pausa dopo tanti anni che lo uso un po’ come diario, un po’ come sito di condivisione, perché voglio capire meglio in che direzione mi conviene andare, lo trovo un po’ dispersivo e vorrei ritrovare i motivi (gli odori?) che mi hanno ispirata fino a questo punto.


  • Come illustratrice, ti destreggi molto tra varie tecniche, dal digitale all’acquerello, qual’è la tua preferita, se ne hai una, e perché?


Assolutamente l’acquerello è la tecnica che sento più mia, dico spesso che è anche un fatto caratteriale. C’è chi si sente più a proprio agio aggiungendo strati e pennellate opache per fissare la propria idea, chi invece come me ama lasciar respirare la carta con le trasparenze e muovere il colore come fosse acqua.

Il digitale lo uso per motivi pratici, perché mi permette di modificare l’immagine velocemente, ma ho ancora tanta strada da fare per potermi esprimere come vorrei con il computer. D’altra parte non si smette mai di imparare, per questo mi piace così tanto sperimentare di tutto e di più.


  • Quale aspetto del tuo vissuto ritieni che influenzi maggiormente il tuo lavoro? Cosa ti ispira nella vita di tutti i giorni e qual’è il tuo calderone preferito dove andare a pescare nuove idee?


Le ispirazioni vengono soprattutto dalla natura, che è una fonte inesauribile di forme, colori, sfumature e animaletti buffissimi e dolci. A volte però mi rendo conto che c’è molto della mia personalità in ciò che disegno, i sentimenti che provo vengono fuori in modo quasi autonomo e me ne rendo conto solo a lavoro concluso, quando sento che l’immagine è veramente mia.


  • Puoi scegliere di avere una tua Musa Ispiratrice, un tuo modello ideale, come fu Elizabeth Siddal per Waterhouse, ma in forma animale, contemporaneo o estinto: quale animale sceglieresti come tuo modello perfetto?


Questa domanda mi mette in difficoltà perché mi piacciono tantissimi animali diversi.

Uno dei miei preferiti dal punto di vista estetico è l’orso polare, perché ha una linea sinuosa, ma è anche possente e rotondo, in un certo senso “tenero”. E poi è bianco e ho sempre avuto un debole per gli animali che si mimetizzano nella neve e coi ghiacci.


  • Ed ora la domandona: quale credi sia l’ingrediente speciale, la spezia che non può mai mancare nella ricetta del professionista creativo perfetto?


Secondo me ci vuole equilibrio. L’estro e la creatività devono sempre andare a braccetto con la capacità di essere obiettivi e concreti nel proprio lavoro. Bisogna tirar fuori il meglio di sé sapendo accettare le critiche e i cambiamenti.



Grazie mille di nuovo, Clyo, e a presto! IMAGOblu






Clyo Parecchini è un’illustratrice italiana, nata a Torino, che dal 2013 vive a Londra.

Ha studiato animazione al Centro Sperimentale di Cinematografia di Torino, lavorando alla post produzione di film d’animazione e non, e ora si occupa di grafica ed illustrazione per alcuni musei londinesi e per privati.

Da sempre studia l'Arte in ogni sua forma figurativa e non si stanca mai di sperimentare nuove tecniche e materiali. Ama pensare che le cose belle siano anche profondamente utili, o che le cose utili debbano avere anche un lato puramente artistico. Behance Blog - La vita Puzza

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